Italia-Germania 2-0. Si comincia a sognare seriamente

| Posted in , | Posted on 11:28


Il caldo è afoso, umido. Le sigarette volano una dietro l'altra, ritmate da sorsate di birra per rinfrescare il gargarozzo. La stanza è buia, affollata, la TV a palla. Si soffre, si impreca, non ci si sbilancia. Ogni cross avversario è un capello bianco, ogni giocata dei nostri è un applauso. Questa è la partita che la nostra generazione stava aspettando.
La visione è ovviamente sulla Rai, una scelta di campo nazional-popolare. Perchè il Mondiale non è l'irruenza di Caressa, ma piuttosto la voce modulata di Pizzul. Civoli e Mazzola sono bravi a rievocare antichi risultati che poco o niente influiscono sulla partita in corso e portano milioni di italiche mani negli scaramantici paesi bassi.

Novanta minuti di inferno, sia per la temperatura che per il gioco. Sì, è vero: calcisticamente siamo superiori nonostante gli sportivissimi fischi crucchi durante la partita e l'inno di Mameli (e bravi mangiacrauti...). Ora bisogna solo buttarla dentro. Gilardino ce la mette tutta, anche Zambrotta. Ma sembra che la scalogna attragga il pallone verso i montanti della porta tedesca. Il tempo passa, e ti rendi conto che i supplementari sono croce e delizia. Le squadre allungate offrono più spettacolo e solo attacco e difesa fanno la differenza.

Poi, quando già stai pensando ai rigori, arriva un terzino del Palermo che fa un tiro a girare che manco Platini. Colpo Grosso. Delirio. Tutti in piedi ad abbracciarsi, picchiarsi. Posaceneri per terra, ma poco importa. L'Italia ha segnato. E mentre cerchi di ricomporti e capire chi l'ha messa dentro arriva Cannavaro che conquista palla, la passa a Totti, che lancia Gilardino che a sua volta inventa un assist che profuma di altruismo e fuoriclasse (ma come azz ha fatto a vedere Del Piero che arrivava da dietro se non s'è manco girato a guardare?). Alex insacca, alla sua maniera, come ai bei vecchi tempi.

Non ce la faccio più. Vorrei esultare, ma la fatica me lo impedisce. Chiederei la sostituzione per crampi, ma non è permesso a un tifoso. Gioia stremata, potrei definirla. Non si aspettano né replay né interviste: bisogna uscire a festeggiare.

Comments (1)

non so più neanch'io come urlare al mondo la gioia che provo.. Il grido di una nazione in festa!!!

Due a Zero, cazzo, due a zero!!! a casa sti crucchi di m***a!!!

Posta un commento