Discoteca di provincia

| Posted in , , | Posted on 19:26

Sabato del villaggio, la scena è questa.
Si punta alla discoteca, quella che riapre, quella che non si paga perchè è l'inaugurazione. La location è a circa 2000 metri di altitudine, praticamente in montagna. C'è quel freschetto che non sai mai se pigliarti la polmonite o la bronchite (personalmente ho optato per una leggera influenza + raffreddore) e il fatto che ci sia la parte all'aperto non aiuta.
All'ingresso c'è la coda. La coda c'è sempre, anche se il locale è vuoto. Si tratta di un'espediente psicologico di brutale linearità che fa perno sul fatto che se vedi la coda automaticamente il posto è figo. Boh...
Allora si entra. Ormai siamo qui.
Davanti ai miei occhi si dipanano folle di quindicenni ammassate per un drink, stuoli di capelli a punta a truzzare in pista, minigonne involgarite da culi oversize di teenager ubriache. Non basta? Allora immaginatevi un escursione termica dentro-fuori di circa 20 gradi. Fuori cicca+polmonite, dentro folla+caldo+spintoni+odore-di-allevamento-intensivo-in-batteria.
Come ha detto un mio amico: "Altro che guardaroba, qui ci vuole il guardazappe"

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