Una svolta casalinga

| Posted in , | Posted on 16:51

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Stuzzicato da un programma radiofonico, Dispenser, sono andato a vedere un video su YouTube dove spiegano come piegare una tshirt in due mosse.

Ecco i risultati

Google Video VS YouTube

| Posted in , , | Posted on 14:13

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Esplorati entrambi per diffondere il filmato del mio ormai obsoleto taglio di capelli (mi ricrescono come le erbacce...), questi due sistemi di streaming video sono innovativi e geniali, seppure con le dovute differenze.

YouTube è vastissimo. Migliaia e migliaia di video su qualsiasi argomento, chiunque può mettere il proprio filmatino sulla rete a costo zero. Il copyright è cosa lontana, e questo diciamo che è una bella cosa, finchè dura. Youtube è quasi enciclopedico. Se uno pensa a un video musicale, lì lo trova di sicuro, e questo è solo un esempio. La difficoltà viene quando uno vuole scaricare il video sulla memoria dell'hard disk. Personalmente ho trovato una soluzione, macchinosa ma efficace. Tramite Mozilla Firefox (l'unico browser possibile per chi voglia veramente esplorare il web) e i suoi add-ons si riesce a scaricare il video in formato .flv (se non ricordo male). Con i vari decoder, poi, si passa agli altri formati compreso il video iPod, per i maniaci della mela o PSP per i cultori della SONY.


Google Video ha sicuramente una scelta meno vasta del concorrente. Rimane gratis ma credo che faccia più attenzione al copyright. Sicuramente è un po' meno frequentato del modaiolo YouTube (conosco gente che si passa la giornata attaccato a YT, in cerca di qualsiasi genere di oscenità...) Google Video ha una bella opzione di download, che lo rende più interessante, da par mio. Si può scegliere infatti il formato del video da scaricare. E qui compare anche il download per iPod, direttamente dal sito e già compresso.

Quindi darei un sostanziale pareggio, contando contenuti e fruibilità di entrambi.
Più contenuti per YouTube, più versatile il download per Google Video.

Hei, ma un secondo... Google ha acquistato YouTube per l'irrisoria cifra di 1,65 miliardi di $...
Finita l'era dei video gratis?
Speriamo che oltre ai difetti, sommino anche qualche pregio.

Windows Media Player VS iTunes

| Posted in , , , , , | Posted on 21:58

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Parliamo di estetica, solo di estetica. Guardando tra le funzioni di Windows Media Player ho notato la Media Guide, sorta di store online integrato nel player. Aspetta, dov'è già che ho visto una cosa del genere? Ah, già! In iTunes ovviamente.
Sono rimasto un po' perplesso a proposito dell'impaginazione dello store Microsoft e allora ho affiancato i due (WMG e iTunes) per vedere la differenza.

Voi la notate?

Rinnovamento

| Posted in , | Posted on 02:18

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Colto da uno dei miei soliti raptus notturni mi sono messo sotto e ho modificato la grafica del blog, almeno in parte.
In pratica ho scelto un font diverso per i titoli, essendomi rotto abbastanza della sciattezza del font di default proposto da Blogger.
E allora sotto di Photoshop, a lavorare su quei tre pixel in croce che è croce e delizia della grafica web.
Inoltre ho eliminato la mia bella faccia che riporterebbe al profilo utente di Blogger, ma non disperate, ho inserito il collegamento nei Link (e dove sennò?)
A mio parere ora è un pelo + personalizzato e gradevole.
A voi, audience, pubblico, auditel (addirittura...) la sentenza.

Riscoprendo Django Reinhardt

| Posted in , , | Posted on 17:43

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La settimana scorsa sono andato a un concerto jazz con un mio amico e sono rimasto abbastanza colpito. Pur essendo un genere difficile da ascoltare mi sono informato-infognato e ho cominciato a cercare le origini di questa musica. Dato che è così difficile, meglio partire dal'inizio!

Tra i tanti artisti come Scott Joplin (quello del ragtime, veramente l'inizio!), sono arrivato al mio preferito: Django.
Di origini rom, si può considerare il patriarca del genere manouche, il "jazz zingaro". A differenza di cosa possa sembrare dal baffetto curato e dallo sguardo nobile, questo straordinario musicista era completamente analfabeta, al punto che chiese al violinista della sua band, Stephane Grapelli, di insegnargli a srivere il proprio nome per gli autografi. Ovviamente non sapeva leggere la musica, suonava a orecchio, a istinto. Dal video qui sotto si capisce che aveva qualcosa in più. A rendere ancora più mitica la sua storia basti dire che a seguito di un incidente perse l'uso di mignolo e anulare della mano sinistra. In pratica suonava con due dita, essendo le altre due atrofizzate... La sua tecnica è ancora oggi un esempio di virtuosismo estremo. La velocità delle sue scale mette alla prova chitarristi "a quattro dita", figuriamoci con due...

Spero di non essere stato troppo enciclopedico in questo post, ma Django merita una bella descrizione e, soprattutto, merita di essere riscoperto, riascoltato.
Se mentre lo ascolto chiudo gli occhi mi sembra di essere in un jazz club anni 30, tra cappellini assurdi e uomini in smoking che si dimenano alle note di Minor Swing o Nuages.

Dategli una possibilità.