Riscoprendo Django Reinhardt

| Posted in , , | Posted on 17:43



La settimana scorsa sono andato a un concerto jazz con un mio amico e sono rimasto abbastanza colpito. Pur essendo un genere difficile da ascoltare mi sono informato-infognato e ho cominciato a cercare le origini di questa musica. Dato che è così difficile, meglio partire dal'inizio!

Tra i tanti artisti come Scott Joplin (quello del ragtime, veramente l'inizio!), sono arrivato al mio preferito: Django.
Di origini rom, si può considerare il patriarca del genere manouche, il "jazz zingaro". A differenza di cosa possa sembrare dal baffetto curato e dallo sguardo nobile, questo straordinario musicista era completamente analfabeta, al punto che chiese al violinista della sua band, Stephane Grapelli, di insegnargli a srivere il proprio nome per gli autografi. Ovviamente non sapeva leggere la musica, suonava a orecchio, a istinto. Dal video qui sotto si capisce che aveva qualcosa in più. A rendere ancora più mitica la sua storia basti dire che a seguito di un incidente perse l'uso di mignolo e anulare della mano sinistra. In pratica suonava con due dita, essendo le altre due atrofizzate... La sua tecnica è ancora oggi un esempio di virtuosismo estremo. La velocità delle sue scale mette alla prova chitarristi "a quattro dita", figuriamoci con due...

Spero di non essere stato troppo enciclopedico in questo post, ma Django merita una bella descrizione e, soprattutto, merita di essere riscoperto, riascoltato.
Se mentre lo ascolto chiudo gli occhi mi sembra di essere in un jazz club anni 30, tra cappellini assurdi e uomini in smoking che si dimenano alle note di Minor Swing o Nuages.

Dategli una possibilità.

Comments (1)

Che bello! Grazie.

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