Enzo Biagi

| Posted in | Posted on 19:35

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Enzo Biagi

Luttazzi, strano show

| Posted in , | Posted on 23:38

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Sabato scorso alle 23 è andato in onda su LA7 la prima puntata di Decameron, il nuovo programma di Daniele Luttazzi. Ecco il piccolo diavolo che torna sul piccolo schermo dopo sei anni di censura, epurazione o che dir si voglia.
Ho visto lo show e già nei cinque minuti iniziali il buon Daniele si è tolto più di un sassolini dalla scarpa.

Essenzialmente gli attribuirei un merito per la solita velocità dialettica e e gli argomenti trattati: materiale ultra-tabù nelle televisioni generaliste e censurate italiane, pubbliche o del magnate, sparate come proiettili nelle trincee dei salotti.

Mi piace fino a un certo punto il formato dello show: non c'è pubblico, sono tutti sketch e monologhi. Il programma risulta più asciutto, non lascia spazio a derive scroscianti di applausi più o meno giustificate. Il comico decide perfettamente il ritmo della trasmissione, ma a tratti appare un po' solo, com'è stato in questi ultimi anni di inverno mediatico. Sembra un paradosso ora che è tornato a comunicare massivamente...

Dopo il bianco e il grigio, ecco il nero: molte delle battute che spara in trasmissione sono quelle del suo ultimo libro "Lepidezze postribolari". Ovviamente non tutti l'hanno letto e quindi per loro lo show è assicurato al 100%, ma per chi l'ha fatto può essere irritante e ridondante risentirle.

Fantastica comunque la scena grottesca del figlioletto cresciuto e rimasto in casa alle prese con l'abbellimento e la conservazione della salma del babbo morto. Una critica spietata sulla situazione odierna dei "mammoni" legata (non si sa come, ma benissimo) all'imperante cultura dell'apparenza.

Sarebbe carina qualche ospitata in più come ai tempi di Satyricon, ma non credo che voglia impostare in quel modo il suo show.

Boh, vedremo.

Una nuova prospettiva

| Posted in , , , | Posted on 11:49

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Da una settimana sono entrato ufficialmente nel mondo Mac, e devo dire che è stata una settimana piacevole.
Oltre ovviamente al design e alla cura dell'oggetto che la Apple vende ai suoi fedeli (sì, è una setta, ufficiale...), vuoi un portatile, un desktop o un player di mp3; è da rimarcare lo scalino evidentissimo tra questo sistema e quello da cui mi sto affannosamente sdradicando: il benemerito Finestre.

Avviso: i Mac-users possono anche fermarsi qui. Più avanti leggerebbero solo banalità e il senso di compassione che proverebbero nei confronti dei winzoziani raggiungerebbe livelli intollerabili.

Si comincia con l'oggetto, che reputo anni avanti rispetto a qualsiasi altro computer in fatto di qualità e funzionalità. Solido, compatto, senza sbavature. Niente a che vedere con il vetusto e ormai liso Acer che singhiozzando mi ha accompagnato fino ad oggi: tre anni di vita portati malissimo.

Ma come in ogni cosa quel che conta non è l'estetica e nonostante i tempi che corrono è bene guardare oltre l'apparenza, sotto il cofano.
Inutile dire che il sitema operativo è estremamente intuitivo e funzionale (Mac-users, ancora qui??? Basta con quell'espressione da saccenti!). Dai piccoli particolari come la ricerca istantanea dei file, o grandi differenze del tipo "Hey, funziona e basta!" si nota che dietro ogni cosa c'è uno studio attento, una scelta precisa. Nulla è superfluo e nulla è lasciato al caso. Basta al terrore delle schermate blu della morte (anche se può capitare), basta programmi inutili, completa e fluida interazione fra le applicazioni. Ah, e ovviamente niente virus.

Nel mio caso sono stato servito ancora meglio: ho preso il computer con un sistema operativo, l'ho usato una settimana e l'ho aggiornato all'ultima versione, Leopard, uscito giusto pochi giorni fa.
Doppia sorpresa, come l'ovetto Kinder.

Insomma, se già la precedente versione di Mac OSX mi ha lasciato a bocca aperta, quella attuale è da standing ovation.

PS: per i nostalgici o per chi, come me, non può fare del tutto a meno di Windows, c'è la possibilità di installarlo anche su Mac. L'ho fatto e funziona benissimo. Ovviamente...