L'aborto di Giuliano Ferrara

| Posted in , , , , | Posted on 19:24

Ho appena finito di ascoltare l'intervista barbarica a Giuliano Ferrara. La consiglio a tutti: c'è un faccia a faccia con la Bignardi niente male sulle posizioni del politico riguardo all'aborto.

Da cosa ne capisco, da cosa ne posso capire, mi sembra che Ferrara cavalchi un cavallo morto. Ha delle posizioni assurde, dice e non dice. Secondo lui ogni donna dovrebbe avere il diritto di non abortire. Che vorrebbe significare? Letta così è molto politicamente contorta e aggiungendo i suoi soliti paroloni difficili sforna un minestrone di boriosa cultura mista a un contro maschilismo che alla fin fine lede i diritti delle donne.
Io ero rimasto al Bonapartismo dove si convince l'ascoltatore con un processo rigidamente logico partendo da una fregnaccia di base come postulato. Ultimamente si è arrivati a dichiarare qualsiasi cosa con qualsiasi pretesto, senza bisogno di smentite o ragionamento alcuno. Nel momento in cui la Bignardi gli faceva notare le contraddizioni in cui cadeva durante la sua esposizione, il buon Giuliano si rifugiava nella retorica degli -ismi (cose del tipo -invento- "anticattoliclericalismo ortodosso di una cultura fortemente maschilista e modernista..." quel genere di -ismi). Ormai si è così frammentari nel recepire le informazioni che ci si accontenta delle conclusioni o eventualmente di un riassuntino, piuttosto della dimostrazione completa di un ragionamento e questo il Sergente Garcia lo sa benissimo.

Brava come al solito, Daria Bignardi faticava a sovrastare il fiume di parole a caso del fulvo intervistato. Eh no Ferrara, non basta parlare quantitativamente di più per avere ragione.

Alla fine il panorama è sempre lo stesso, lo scopo è stupire, per qualsiasi motivo. Dietro un personaggio politico e alle sue ideologie cova un fine nascosto e sono sicuro che Ferrara, comunque vada, raggiungerà il suo scopo. Avrà la sua fettina di torta, la sua piccola mangiatoia dove potrà sfamarsi.

È che noi Italioti siamo fatti così: arguti e sbruffoni per le questioni di scarsa rilevanza ma poco concreti quando c'è da tacciare il folle del villaggio che vuole diventare sindaco.


Concludo citando Luttazzi, altro amico intimo di Ferrara che così lo definisce:

"Ferrara non è grasso, è pieno di sé."

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