Metti un pomeriggio...

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Metti un pomeriggio di fine estate a Torino, il sole sta calando e hai appena rivisto i tuoi amici, hai raccontato la tua estate e ascoltato i loro racconti. La quotidianità si sta di nuovo intrufolando tra le dita ma l'aria è ancora di vacanza. Metti un parco con gli alberi che con ombre lunghe disegnano geografie inedite sull'asfalto mentre passeggi verso casa. L'aria è calda ma non aggressiva, le persone che incroci sembrano ancora lontane dalla solita frenesia. Metti che alzi la testa, metti che non guardi per terra come al solito. Metti che ti accorgi che la città ti sembra grigia solo perchè non alzi mai lo sguardo, che la città sa farsi piacere se sai guardarla, che il grigio è il colore della strada e non delle case o del cielo.

Questa sensazione di solito la provo quando sono lontano da qui, in una città diversa, dove tutto è nuovo. Eppure oggi ho tenuto il naso per aria fino a casa, ammirando come per la prima volta il mio quartiere nella luce del pomeriggio inoltrato.

Ero talmente poco abituato a questa sensazione che una volta arrivato avevo il collo dolorante.
Ma credo sia un dolore sopportabile.

Comments (4)

merde pestate?

come è profondo il commento precedente...
cmq volevo dire...che è successo anche a me...stessa sensazione...
e la mia spiegazione è stata che in realtà viviamo in una città bella e magica...che pochi riescono ad apprezzare...e che noi stessi spesso denigriamo a causa dello stress di tutti i giorni che ci porta un po' a odiarla...

"Torino è una città esemplare per la sua pacatezza ricca di tumulto"

mi piace questa definizione

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