Strobist de noiartri

| Posted in | Posted on 15:08

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Qualche settimana fa con un paio di amici fotografi e una piacente e compiacente modella, ci siamo ritrovati per allestire una specie di set fotografico per sperimentare un po' con l'illuminazione da studio. Senza entrare nei tecnicismi (li trovate tutti qui) ci siamo attrezzati di una manciata di flash, ombrellino, Canon alla mano e una pizza margherita a testa.

La "session" è andata per tentativi, l'unica cosa sicura era che non eravamo sicuri di niente. Un paio di tutorial online su come piazzare le luci non ti rendono Helmut Newton dal nulla.

Tant'è che con un flash esterno e poco altro ci siamo messi a martellare Anna, la modella, che gentilmente ha sacrificato diverse diottrie sull'altare della nostra esperienza personale (e della sua perenne immortalità, ovvio).

Sul totale degli scatti (un migliaio in tutto) poca roba è pubblicabile, (ma questo segreto tenetevelo per voi, anche se è comune a tutti i fotografi) e quello che ne è uscito, da parte mia, è visionabile qui e qui, mentre le foto di Stefano sono sul suo blog e su flickr. Quelle di Silvano, purtroppo, sono ancora sepolte nel suo hard disk :)

Esperienza, comunque, da ripetere.



Pause

| Posted in , , , , , | Posted on 14:43

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Forse quello che sto per scrivere l'ho già scritto, ma francamente non mi ricordo.

La vita sul web è sempre più incalzante, e il microblogging "alla facebook" sta diventando un elemento pervasivo nel popolo collegato. Questo continuo flusso di input brevi e secchi stride già con il pur sbrigativo blogging tradizionale: lo fa sentire obsoleto, lento, macchinoso. Eppure se si cerca per un attimo di uscire dal vortice in cui ci siamo autocatapultati per guardarsi dal di fuori ci rendiamo conto che nelle cose troppo brevi si perde la memoria, il filo conduttore.
Per questo non so se ho già scritto tutto questo: non mi ricordo.

Non sto realmente pensando quando pubblico un video sulla bacheca di un qualsiasi social network allegando un commento accattivante in modo che i miei amici lo vedano. Lo faccio come pedina di una reazione a catena che, francamente, non porta da nessuna parte.

Siamo tanto informati, troppo. Ma su cosa?

Sotto amorevole consiglio decido di rallentare, di rimettere a posto le idee, rimettere in moto il mio blog da me bistrattato, senza troppe ambizioni ma pur sempre fedele.

E se non riesco a scrivere un libro intero, provo a scriverlo per capitoli, invece di allungare il suo indice.