Pause

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Forse quello che sto per scrivere l'ho già scritto, ma francamente non mi ricordo.

La vita sul web è sempre più incalzante, e il microblogging "alla facebook" sta diventando un elemento pervasivo nel popolo collegato. Questo continuo flusso di input brevi e secchi stride già con il pur sbrigativo blogging tradizionale: lo fa sentire obsoleto, lento, macchinoso. Eppure se si cerca per un attimo di uscire dal vortice in cui ci siamo autocatapultati per guardarsi dal di fuori ci rendiamo conto che nelle cose troppo brevi si perde la memoria, il filo conduttore.
Per questo non so se ho già scritto tutto questo: non mi ricordo.

Non sto realmente pensando quando pubblico un video sulla bacheca di un qualsiasi social network allegando un commento accattivante in modo che i miei amici lo vedano. Lo faccio come pedina di una reazione a catena che, francamente, non porta da nessuna parte.

Siamo tanto informati, troppo. Ma su cosa?

Sotto amorevole consiglio decido di rallentare, di rimettere a posto le idee, rimettere in moto il mio blog da me bistrattato, senza troppe ambizioni ma pur sempre fedele.

E se non riesco a scrivere un libro intero, provo a scriverlo per capitoli, invece di allungare il suo indice.

Comments (2)

olèèèèèè...fedelissimo eccomi qua!!!
bella la grafica dark!!

Bravo. Cmq, by the way, io sono sempre più dell'opinione "strumento giusto al momento giusto". Se il blog è il tuo strumento ora, ben venga.

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