Softbox DIY

| Posted in | Posted on 10:05

È estate, Torino è soffocata da un caldo torrido e l'incombenza degli esami stimola una gran voglia di fare altro.
Mi imbatto così in un tutorial che spiega per filo e per segno come costruirsi una softbox artigianale. Ci sto.
Mi metto alla ricerca dei materiali e degli attrezzi necessari e noto che mi manca
quasi tutto il necessario, ovvero:

Cartone
Scotch americano
Scotch di carta
Carta alluminio
Vinavil
Velcro
Spray nero
Staffe varie metalliche con adeguate imbullonature
Carta bianca sottile

Facendo la felicità del mio ferramenta acquisto il tutto e facendo un giro in cartoleria mi imbatto in un paio di materiali che potrebbero addirittura migliorare il design originale al quale mi sono ispirato.

Visto che un tutorial sulla costruzione di questa softbox c'è già non ne ripeterò tutti i passi, (phototuts è già abbastanza esauriente, conoscendo rudimenti di inglese) ma mostrerò solo i particolari che differiscono da quel progetto.

Cominciamo dal materiale di base. Il cartone andrebbe anche bene: non costa niente, è un materiale di recupero. Ho trovato però una specie di polistirolo incollato a sandwich tra due strati di carta spessa. Abbastanza rigido e leggero viene venduto in fogli da 100x70cm, perfetto per i miei scopi. In più, rispetto al cartone classico, non ha un senso di "orditura" preferenziale del corrugato interno (chi non è ingegnere abbia pietà per il linguaggio). Si può definire un materiale isotropo, almeno in due dimensioni. Viene venduto a circa 5€ il pezzo e si trova in qualsiasi cartoleria ben fornita (credo serva per preparare modellini e plastici).

Ho anche notato che ne bastano 3 fogli per ritagliare tutti e 4 i pannelli che comporranno la softbox. Nelle foto seguenti si capisce meglio il perché.



Per quanto riguarda le misure ho dimensionato il tutto in funzione del diffusore, reinterpretato come foglio di carta lucida 100x70cm, circa 2,50€ al pezzo. Bisogna tenere conto che però il foglio deve potersi agganciare agevolmente a questa "cappa" e perciò ho ridotto le due dimensioni a 90x60, così da avere 5 cm di gioco da ogni parte.
Per i due pannelli grandi mi sono tenuto su un angolo di 45°, per quelli più piccoli sono andato sui 60° circa. La cosa importante è che i lati obliqui dei due tipi abbiano la stessa lunghezza così da potersi affiancare in maniera precisa.
Piccolo tip: ho tracciato il tutto con un righello da 30 cm, un'agonia. Con delle squadrette si farebbe più agevolmente, ma sono riuscito a cavarmela lo stesso. Il tip è che una volta ritagliato un pezzo ho usato la sagoma per ricalcare sull'altro pannello la forma del secondo pezzo. Molto comodo.

Fatto ciò ho applicato con il vinavil uno strato di carta alluminio. Su phototuts l'autore consiglia due strati per aumentarne la durabilità, ma mi sembrava esagerato visto che la parte interna non viene praticamente mai toccata una volta montato il tutto.

Quindi, appunto, si monta il tutto con lo scotch americano e si adorna con abbondante spray nero (opaco nel mio caso) che a luglio in città e al chiuso tende a intossicare un tantino l'ambiente... parola mia...

Successivamente ho notato che il supporto per il flash (velcro) non era abbastanza solidale con l'imboccatura della cappa perchè fissato solo con lo scotch americano. Ho allora praticato due fori per parte attraverso il pannello e il velcro e imbullonato il tutto. Nella foto non si vede perchè già coperto, ma si intuisce la posizione delle viti sotto lo scotch di carta internamente.

Un altro particolare che mi è sembrato opportuno aggiungere è una bordatura di scotch di carta sull'apertura grande della cappa, per evitare che il foglio di alluminio fosse esposto sui bordi.












Fatto ciò non resta che creare con le staffe metalliche un supporto per poter montare questa bestia su di uno stativo.
La foto è abbastanza eloquente e ricalca all'incirca quella proposta da phototuts. In più ho aggiunto una staffa interna per evitare di sollecitare troppo le viti superiori, maggiormente soggette a sfilamento, redistribuendo così la trazione su di una superficie maggiore e bla bla bla...
Volendo fare gli integralisti si può ancora ricoprire le teste delle viti e la staffa interna con un altro foglio di alluminio+vinavil, ma personalmente preferisco la narcisistica bullonatura a vista :)





L'unico problema che ho riscontrato una volta montato il tutto e con il peso del flash, è che la softbox tende un po' a ruotare per il gioco dei bulloni nei buchi delle staffe, ma si può risolvere aggiungendo un'altra staffa a L simmetrica rispetto a quella già presente (non avevo voglia di fare un altro viaggio dal ferramenta).

Il tocco finale è, ovviamente, il diffusore. Mettendomi su un tavolo ho messo la SB sopra il foglio lucido disteso e ho ritagliato in maniera consona gli angoli del foglio a favorirne la piegatura. Per una maggiore versatilità ho fissato con dello scotch di carta il lucido alla softbox in modo che se dovesse rompersi o piegarsi si possa sostituire in maniera veloce.







Et voilà, finito. La spesa finale è sui 40€, contando che non avevo NULLA di quello che serviva. Se dovessi rifarne un'altra adesso credo che con quello che ho già spenderei circa 10-15€, ma non è mia intenzione innescare una catena di montaggio :)









Comments (2)

bello! ottima idea quella di utilizzare quel materiale bianco per i plastici (non so come si chiama) invece del cartone, c'è una cosa che non ho capito, avendo visto solo le foto (sono sicuro che se lo costruissi sarebbe ovvio), ovvero quando dici che tende a ruotare per il gioco dei bulloni e consigli di aggiungere una staffa simmetrica alla prima...

@Davide: dove vedi la bullonatura dal lato nero, c'è la staffa a "elle" che si aggancia alla testa dello stativo e poi verso il basso alla softbox. Metterne una speculare verso l'alto evita appunto che la softbox si inclini attorno all'asse orizzontale.

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